Wydawca: Astro Edizioni Kategoria: Obyczajowe i romanse Język: angielski Rok wydania: 2017

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Opis ebooka La ragazza dagli occhi tristi - Michele Bortone

Al cuore non si può parlare. Spesso, innamorarsi è come tornare bambini. A volte uno sguardo malizioso dice tutto; le parole d’amore rassicurano e gratificano, rendendo i due amanti più complici. Laura non ha vita facile, porta dentro di sé l’inconscio. L’amore travolgente e ricambiato con Franco, che sembra non finire mai.Orfana di entrambi i genitori, è sempre triste, tanto che per il suo comportamento le viene dato il nomignolo La ragazza dagli occhi tristi. Nonostante le difficoltà, Laura sceglie di andare a lavorare per guadagnarsi da vivere, diventando venditrice; acquisisce esperienze di vita nel mondo del lavoro, fino a diventare proprietaria del negozio in cui lavora.Il suo sguardo e quello di Franco si cercano; nei suoi occhi lui vede le spiagge e i tramonti che non finiscono mai. Si svegliano a mattino inoltrato, uno nelle braccia dell’altra. Laura lancia un grido di spavento, il suo comportamento è strano. Ma le spiegazioni che lui cerca non arrivano.

Opinie o ebooku La ragazza dagli occhi tristi - Michele Bortone

Fragment ebooka La ragazza dagli occhi tristi - Michele Bortone

Contents

LA RAGAZZA DAGLI OCCHI TRISTI

Presentazione

La ragazza dagli occhi tristi

Laura

La cena con Laura

Invito Laura a farmi visita

La mostra di Ligabue a Reggio Emilia

Prolungare la permanenza a Reggio Emilia

Ritorno al paese

La cena con Andrea, Laura e io

Il trasloco

Esposizione navale

Il matrimonio di Sara

L’inventario

Il compleanno di Laura

Vacanza a Venezia con Laura

Attività in vendita

Sara e Anna titolari del negozio

La transumanza

Ritorno a casa

Laura vende l’attività

La ragazza dagli occhi tristi

Michele Bortone

E-sordisco

I Edizione aprile 2017

© 2017 Astro edizioni

S.r.l.s., Roma

www.astroedizioni.it

info@astroedizioni.it

ISBN 978-88-99768-82-9

Direzione editoriale:

Francesca Costantino

Progetto grafico:

Elisabetta Di Pietro

Tutti i diritti sono

riservati, incluso

il diritto di riproduzione

integrale e/o parziale

in qualsiasi forma.

Presentazione

Questa storia è ambientata in un paesino, Bellosguardo (SA), dove è ancora vivo lo stile di vita del secondo Dopoguerra («anni» rileva Bortone, «della nostra infanzia e adolescenza»).

Al cuore non sì può parlare. Innamorarsi è il cuore che ne paga le conseguenze. Spesso a tutto c’è una risposta, ma innamorarsi è come tornare bambini. A volte uno sguardo malizioso dice tutto; le parole d’amore rassicurano e gratificano, rendendo i due innamorati più complici. Tra i protagonisti Franco, Laura, Sara, Anna, Giulia, Paolo, Andrea, Antonio e Giacomo.

Franco, un musicista e fotografo, segue una ragazza che lo porta a chiederle informazioni su di lei. La sua bellezza è dirompente e lei gli risponde: «La tua informazione sono io.»

Laura, questo il nome della ragazza, ha un’infanzia difficile, sempre sulle difensive, che la porta ad avere un determinato carattere: timido e introverso. Laura non ha vita facile, porta dentro di sé l’inconscio. L’amore travolgente e ricambiato con Franco, però, sembra non finire mai.

Orfana di entrambi i genitori, è sempre triste, tanto che per il suo comportamento le viene dato il nomignolo: “La ragazza dagli occhi tristi.” Nomignolo dolce e romantico che le si addice. Nonostante le difficoltà Laura, per cause di forza maggiore, sceglie di andare a lavorare per guadagnarsi da vivere, diventando venditrice, acquisisce esperienze di vita nel mondo del lavoro, fino a spingerla a diventare proprietaria del negozio in cui lavora.

Con la sua bellezza e il suo charme fa strada. Le farfalle si fermano a osservare, i grilli smettono di cantare per ascoltarla. Il suo sguardo e quello di Franco si cercano; nei suoi occhi lui vede le spiagge e i tramonti che non finiscono mai.

Si svegliano a mattino inoltrato, uno nelle braccia dell’altra. Laura lancia un grido di spavento, il suo comportamento è strano. Lui chiedi una spiegazione.

«Hai anche il coraggio di chiedermi cosa è successo?», risponde. «Ti rendi conto che abbiamo dormito tutta la notte sul divano abbracciati?!»

«E allora?»

Il loro amore, quello vero, è quello che non conosce confini; la felicità è la chiave della vita. Certo si sono lasciati andare, sarebbe peccato lasciar appassire la bellezza dei suoi occhi tristi.

Qualcosa lo sorprende, quando si guardano a lui prende una sensazione strana, come se lei fosse lì ad aspettare il suo sguardo. Stacca gli occhi dai suoi; lei si gira e i loro sguardi nuovamente si incrociano, tutto questo lui lo definisce attrazione.

«Laura, stai crescendo, sei una donna da sposare.»

«Non insistere, Franco, sai che ti prendo in parola.»

Le rispondo: «Chissà quando arriverà quel giorno.»

«Tempo al tempo, una cosa per volta, e poi che fretta c’è, stiamo bene così.»

Si lasciano con un forte abbraccio e baci echeggianti, assieme pronunciano la formula di rito: «Pensami, sognami.»

«Anche tu.»

Che ragazza, dotata di una forte sensibilità sentimentale. La sua bellezza è l’assoluta libertà, potrebbero opporsi al vento, se solo lo volesse.

È tempo che lei smetta di cercare fuori di sé, quello che a suo avviso può renderla felice. I bagliori del mattino li sorprendono di nuovo, l’uno nelle braccia dell’altra. È una bella giornata di primavera, passeggiano mano nella mano, li sorprende un temporale. L’istinto li porta a ripararsi in una chiesa. La sua immaginazione viaggia, lo porta a pensare.

È un luogo adatto per celebrare il nostro matrimonio. La chiesa è bella, la immagina addobbata di fiori, gremita di gente. La marcia nuziale e Laura, controluce, che raggiunge l’altare.

Lei gli chiede: «Dove stai con il pensiero?» Lui le racconta e lei: «Tu corri troppo.»

Un amore travolgente tra loro, lui le vuole tanto bene, un giorno le dice: «Sai, pensavo di regalarti una nuvola, un pezzo di cielo, così sarai più felice.»

«Tu sei furbo, Franco, vuoi regalarmi ciò che non è tuo.»

Laura, una bella ragazza affascinate, eppure a volte vede il grigio nei suoi pensieri e sul suo volto. La sua insistenza lo conduce a dedicarle alcuni versi:

La luce del giorno.

Sei tutto quello che c’è, la tua ombra intorno a me,

la notte la luna, il tramonto sei tu.

Sei l’alba il sole, che spunta dal mare,

il pensiero sei tu,

sei l’amore, sei il vento,

che dolcemente bisbiglia un pensiero,

tu sei tutta per me.

Lei legge, pensa a quelle parole che lui le ha dedicato, si chiede: «Qual è l’ordine delle cose che sono nel suo cuore?»

«Sicuramente l’amore e la stima che hai per me.»

Laura non si esprime, ma estasiata continua a rileggere quelle parole, il riflesso di luce brilla nei suoi occhi, una lacrima brilla come un diamante sul suo viso. Un amore ha bisogno del vivere quotidiano, nella fede e speranza; di vivere con tutte le gioie, le fatiche di un cammino che conduce a un matrimonio.

Lui continua a scrivere: La ragazza dagli occhi tristi.

Si accorge che lei segue passo dopo passo tutto ciò che scrive. E un bel giorno gli chiede: «Hai finito di scrivere il romanzo? Come va a finire?»

La ragazza dagli occhi tristi

Al cuore non sì può parlare. Quando ci si innamora è il cuore che ne paga le conseguenze. Spesso a tutto c’è una risposta, ma è anche vero che innamorarsi è come tornare bambini. Sarà colpa della parità, ma spesso la donna lancia frecciatine. Giovani e meno giovani riscoprono tenerezza ed emozioni, traducendoli in sms affettuosi, lettere d’amore e dialoghi intimi.

A volte uno sguardo malizioso dice tutto, le parole d’amore rassicurano e gratificano, rendendo i due amanti più complici. Il nuovo sistema di comunicare ci sorprende e ci tiene in stretto contatto con la persona amata.

Se vi arriva un sms: “fdmccv” non è un errore, ma una dichiarazione d’amore vera e propria, il significato è “fai di me ciò che vuoi”.

Se invece il testo è “6sm” e poi ancora: “mmm” vuol dire: “mi manchi moltissimo”. Oppure “6fanta”, “sei fantastica”. Come vediamo, oggi la fantasia abbonda, a ciascuno il suo. Ma l’amore, e amare ha una regola ben precisa, ci permette di parlare tante lingue: francese, tedesco, inglese, ecc. Con l’amore e la musica si comunica con un solo linguaggio, che vale in tutto il mondo. Fin qui tutto preciso e perfetto, ma può esistere l’amicizia tra uomo e donna?

Certo che può esistere, ma se non mi preoccupo di spostare la paglia da vicino al fuoco, rischio di bruciarla.

Un interrogativo che è sempre esistito da tempo e al quale non si e mai data una risposta netta e decisa. Se esiste perché? Alla donna l’uomo non interessa fisicamente, ma a livello intellettuale, mentre lui che è cotto, non si dichiara.

L’amicizia “vera” non ammette cedimenti da un punto di vista sessuale; nel momento in cui compare un’attrazione fisica o addirittura un amore, non è più amicizia. L’amicizia è un sentimento che prende il corpo, su una base emozionale. Impossibile che si instauri laddove non ci emoziona. Si può perciò trattare di amicizia, ponendola a confronto, con altre due emozioni: l’innamoramento e l’amore.

L’innamoramento è passione e sofferenza, e il tutto nasce nella solitudine, senza reciprocità, senza la minima certezza, che possa mai trovare corrispondenza. Deve compiere violenza su se stesso, per liberarsi di quell’innamoramento e trovarsi nella triste situazione di mettere in conto la perdita di un amore corrisposto. Tutte e due le situazioni hanno in comune un tratto di sofferenza solitaria. Soffriamo per un oggetto a noi caro, figuriamoci per un’amicizia rotta o forzatamente separata. Un’amicizia è una relazione alla pari, fondata sulla stima reciproca, sulla disponibilità e sul rispetto.

È sufficiente dire di no. Ma l’amicizia deve essere altro. Qualcosa di più di un sentimento. L’amicizia è il desiderare, la compagnia di quella persona; desiderare uno scambio di attenzioni con quella persona, il suo bene.

Ecco perché è plausibile accostarla all’amore. Un vero amico deve essere sincero con l’altro e fargli sapere quello che sente. Se l’amicizia fra entrambi è molto forte, come sì suppone, resisterà a qualsiasi confessione d’amore e l’altro non dovrebbe sentirsi offeso né intimidito. Solamente dirà che non è il momento.

Sicuramente forte ne esce il valore dell’amicizia che si confonde spesso con quello dell’amore. L’amicizia è in grado di farci vedere le cose in maniera diversa, di farci affrontare le difficoltà e le avversità in maniera più efficace e serena, pur senza una spiegazione apparente. Le stesse parole dette da una persona di cui ci fidiamo e che riteniamo in grado di capirci, hanno per noi un significato forte. Il rapporto è molto aperto e gratificante. Di solito questo è il punto di partenza, poi da lì si può arrivare a qualcosa di più profondo e sfociare in alcuni casi, in un sentimento chiamato amore.

Ma, l’amicizia è la base dell’amore. L’amicizia vera non ammette cedimenti di tipo sessuale. Possono un uomo e una donna parlare insieme per delle ore, guardandosi negli occhi, senza che nel loro corpo, e nella loro psiche, succeda qualcosa?

Supponiamo che per un’amica ci scappa una cottarella, bisogna aver pazienza che tutto passa, per un mal d’amore, non c’è alcuna medicina. Solo il tempo può farlo dimenticare, resta sempre un piacevole ricordo, che di tanto in tanto si va a spolverare.

Tutto questo è successo, con “la ragazza dagli occhi tristi”. Non conoscevo il suo nome, il suo comportamento, ma raccontavano che aveva una bellezza rara, un suo modo di fare, deciso e sicuro di sé. Avevo curiosità di conoscerla, incontrarla ed esprimermi su quanto si raccontava. Tutto può essere, mi posso immaginare un fiore perfetto, racchiude in sé il suo aspetto bello e integrante, coinvolgente, accattivante, come il viso di una donna. Uno sguardo sensuale e malizioso nel modo buono e romantico. Tutto ha un significato, bello o brutto, sospettoso, ti fa pensare tante cose. Ti rendi conto, che può essere tutto e può essere niente. Ti fa credere, ti fa pensare in modo buono e bello, e non finisce, perché ti fa pensare tutto, e quel tutto dipende da cosa ti aspetti.

Lo definiamo un messaggio in codice da decifrare. Ti lascia uno, tanti e centomila pensieri. È sicuramente quello giusto: che con lo scherzo, te lo fa intuire, sta a te capire.

Se tanto mi dà tanto, deduco cosa può significare.

Quanto mi accingo a raccontare, non sono altro che piccole schegge vissute quotidianamente. Parlando e ascoltando ho dedotto e scritto piccole, grandi cose che le donne hanno dentro. Sono storie belle, pregevoli d’ascoltare e raccontare. Immaginatevi di vedere un bel prato con tanti fiori di campo, margherite, primule, bucaneve… sicuramente sarete tentati di calpestare quel prato per raccogliere il fiore più bello.

Hanno già fatto così con la Principessa Diana, sempre a rincorrerla fino a farla appassire.

I fiori non sì raccolgono, non sì calpestano, si lasciano nei prati. Lì anche loro hanno il fascino, che è quello di rendere felice l’animo triste. Spesso vado ad attingere nel mio vissuto, cose belle che ho messo in musica; la poesia lascia la sua impronta e un giorno la ritrovo più bella e leggiadra. Là, al tramonto, vedo le cose, le più belle. La sua immagine e il vento; alle rondini affido il mio pensiero, mi esalto, nella contemplazione del roseo tramonto. Guardo l’orizzonte dentro il cielo di sera, una rondine in volo mi parla di te. Sì proprio di te, che sei apparsa ai miei occhi dirompente e silenziosa.

Di colpo, come un fulmine, è successa in me qualcosa di indescrivibile. I giorni, le ore e qualsiasi momento sono ricordi di te. A tutto questo cerco spiegazione e mi rendo conto che tu mi manchi.

Dedicato alla “ragazza dagli occhi tristi”.

Non l’ho vista, non l’ho conosciuta, ho sentito parlarne e la cerco vanamente; sento intorno a me il suo profumo, il suo silenzio, il suo sorriso, ma lei è altrove. Immagino il suo sguardo e il mio che si cercano, vedo nei suoi occhi spiagge e tramonti che non finiscono mai.

Accontentandomi e sperando di farle cambiare idea. Ma il tempo gioca brutti scherzi, lei si trova un uomo che la fa andare su di giri e a quel punto finisce l’amicizia e lei diventa come mia sorella.

Laura

La immagino come la descrivono, sicuramente la sua bocca avrà da dirmi tante cose. Non mi arrendo, nella mia mente passa ogni suo movimento. Sì rende conto che la seguo, mi sorprende dicendomi: «Abito qui…»

La sua intelligenza e la sua bellezza dirompente mi sorprendono. Mi avvicino scherzosamente, con l’intenzione di chiederle un’informazione, ma lei non osa rimproverarmi, mi dice: «L’informazione che tu vuoi sono io. Sono diversi giorni che mi segui e non hai il coraggio di dichiararti, dimmi che sono io l’informazione che cerchi! Un bel giorno lo devi fare, prima che sia troppo tardi, prima che qualcuno prenda il tuo posto.»

Le chiedo: «Può esistere l’amicizia tra uomo e donna?»

«Perché mi fai questa domanda? La risposta è dentro di te, tu non sai stare senza di me e la tua presenza mi dà gioia e sicurezza, quando siamo assieme è tutto diverso. Anche le farfalle si fermano a osservare, i grilli smettono di cantare per ascoltarci. Per cui presta attenzione a ciò che dici, un giorno o l’altro posso rinfacciarti tutto.»

Rimango sorpreso di ciò che dice, non oso dirle quello che penso, la guardo attentamente, mentre lei arrossisce. Si riprende dalla timidezza, rivolgendosi a me con tono decisamente sicuro.

«Forse non mi sono espressa con la dovuta chiarezza, oppure la mia bellezza ti manda in estasi e non capisci più niente. L’amore, quello vero, è quello che non conosce confini e la felicità è la chiave della vita.»

«Sappi ragazza, la ragione per cui insisto, è che ho tanta paura dell’amore.»

«Tu sei tutto strano, mi hai scritto fiumi di parole d’amore e a un tratto ti giustifichi come un timido e incerto delle tue azione. Sei tutto da studiare.»

Rimango un po’ sulle mie, lei si rende conto di aver esagerato, mi chiede scusa.

«Non devi scusarti ragazza, comunque devi sapere ciò che penso! Con la tua bellezza e con il tuo charme ne farai di strada. Avrai tutto a portata di mano, nessuno oserà dirti di no, credimi.»

Forse era meglio non dirle niente, un pensiero prende corpo nella sua mente e un ghigno di gioia appare sulle sue corpose labbra. Un’euforia che deve trovare conferma, prima di esplodere in tutta la sua interezza.

Restiamo lì, uno davanti all’altra senza toccarci, e non importa quello che succede tra noi.

«Ogni volta che ti vedo», le dico, «ma soprattutto quando i nostri sguardi si incrociano, il mio cuore comincia a battere all’impazzata e devi capire che sei la mia ragazza preferita.» Le chiedo ancora: «Perché ti chiamano “la ragazza dagli occhi tristi”?»

Lei preferirebbe rispondere a modo suo, ma non se la sente di darmi una spiegazione, abbozza uno splendido sorriso e in quell’istante nel cielo una nuvola libera il sole che illumina la nostra scena. Non insisto, per non rovinarle la giornata, le dico soltanto: «Posso almeno sapere il tuo nome?»

«Mi sorprende, è da tanto che mi segui, ero convinta che conoscessi il mio nome. Mi chiamo Laura, tu Franco.»

«Dimmi, Laura, adesso che ci siamo presentati possiamo vederci un po’ più spesso.»

«Vederci possiamo, certo.»

«Per stare assieme e raccontarci di noi?»

«Penso che non ci sia niente da raccontare, è da tanto che ho notato che mi segui, per cui sai di me ogni minimo particolare.»

«Scusami Laura, è tanto che abiti qui?»

«Dal giorno che sono nata, ho avuto un’infanzia difficile, per superare il trauma della mia infanzia; non voglio ricordare. Per cui, a lungo termine, questo mio atteggiamento, riesce soltanto a prolungare il malessere dell’infanzia infelice.»

«Mi dispiace Laura, le tue parole, hanno lasciato dentro di me un segno di tristezza. In realtà ti consiglio di imparare a difenderti e non è facile come tutti credono. Eppure si tratta di un’abilità di certi comportamenti abusivi nei tuoi confronti. Insieme Laura, affronteremo tutte le tristezze e le difficoltà della vita. Soltanto il tempo può farti dimenticare, tutto dipende da te, ciò che ci lasciamo dietro, ci aiuta a guardare avanti con positività. Con la realtà spesso ci dobbiamo misurare e confrontarla, con le persone che hanno condiviso con te le visioni reali di quello che ti è successo. Devi sapere, tutto quello che ci circonda è realtà. E l’amore, la felicità, è la chiave della vita. Scusami Laura, non volevo farti la morale, sicuramente ne sai più di me, però mi sono reso conto che parlare e stare assieme ci fa crescere l’autostima.»

«Dell’autostima che tu dici, non ho notato niente!»

«Scusami, possibile che non ti accorgi del rispetto e dell’ammirazione che ho per te?»

«Questo sì, l’ho notato da tempo. Adesso Franco è un bel po’ che siamo assieme a raccontarci, mi lasci andare, non vedo l’ora di rilassarmi.»

«Certo che ti lascio andare, sarebbe peccato l’asciare appassire la bellezza dei tuoi occhi tristi.»

«Adesso cominci anche tu…»

«Non mi dispiacerebbe Laura, è così romantico e poi ti si addice.»

«Fai come vuoi.»

«Ti rivedrò Laura?»

«Certo, mi fa piacere stare con te, mi dà quel senso di sicurezza e tanta voglia di continuità. Ricordati Franco, devi prendere una decisione, dichiararti. Amicizia e amore non possono convivere assieme.»

«Hai ragione, Laura, questo è un enigma che risolveremo presto. Ognuno per la sua strada.»

Sarei interessato a capire perché la chiamano in quel modo, ma palare con lei è inutile. Sembra che non abbia alcuna importanza. Laura è una ragazza stupenda, capelli lunghi, che a volte si diverte a legare a coda di cavallo; porta gli occhiali. Il suo viso racchiude l’innocenza di una ragazza esposta alle dicerie di tutti. Lei non si offende, anzi, sembra che certi argomenti le interessino. È incredibile a quale consolazione la mente umana si aggrappi nei momenti di maggior disperazione. La certezza di una verità, calma la mia angoscia.

Mi riprometto di recarmi la mattina dopo a un indirizzo che Laura mi ha dato. Conto di avere qualche informazione precisa sulla sua occupazione. Laura mi ha detto che avrei potuto contare su di lei e di tenere buoni i suoi suggerimenti.

Il giorno dopo mi avventuro in cerca del luogo, che trovo senza difficoltà. Lavora in un negozio di bellezza, dove vendono profumi, creme per il corpo e svariati sali da bagno. Laura mi presenta le sue colleghe e poi mi consiglia alcuni articoli per la salute: sali al profumo di rosa, profumo di lavanda e altro.

Lei è la responsabile, recepisco all’istante che quella professione è di sua competenza. La sua bellezza in quel posto rispecchia su tutto ed è al centro dell’attenzione. Ogni cliente che entra si rivolge a lei. Rimango un po’ sulle mie, mi rendo conto perché Laura mi dice spesso: «Quanto prima devi prendere una decisione e dichiararti.»

Le sue prediche sono giustificate dalle attenzioni dei clienti. Mi faccio consigliare da Laura e acquisto alcuni sali per il bagno e alcune creme per le mani. Cerco di tenerla più tempo con me, ma capisco che tutti cercano lei.

Le dico: «Passo a prenderti sul mezzogiorno, per pranzare assieme.»

«Va bene, ti aspetto.»

Il tempo vola via come niente e più tardi mi reco sul posto dove lavora Laura. Mi sta aspettando e mi dice: «Franco non ho tanto tempo per stare assieme, per cui faremo una pausa-lampo.»

«Hai ragione, mi sono reso conto che in quel negozio tutto dipende da te, sei richiesta.»

«Che ti dicevo? Io non so se è dovuto alle mia bravura oppure alla mia bellezza, come tu dici.»

«Penso che sia dovuto alla tua personalità.»

«Fatto sta che in quel negozio, sembra che ci sia soltanto io, le mie colleghe mi guardano con un certa diffidenza.»

«Ti do ragione, penso che non puoi farci niente, chi ne trae interesse in tutto questo è il tuo datore di lavoro, dovresti parlaci e farti aumentare la paga considerando che gli porti degli utili.»

Non mi dà una risposta, su quanto le ho suggerito, resta qualche attimo sulle sue e poi mi dice: «Fermiamoci in quel bar, preparano dei buoni stuzzichini.»

Effettivamente ha ragione, c’è di tutto di più, ho l’imbarazzo della scelta. Le dico: «Laura, la fame mi sta giocando brutti scherzi, devo assolutamente mangiare subito qualcosa, altrimenti rischio di vederti doppio.»

«Ma perché rischi tanto, se sei soggetto a dei giramenti di testa, devi fare qualche spuntino in più durante il giorno.»

«Hai ragione, ma in certi momenti mi faccio prendere dalla pigrizia.»

«Ho riflettuto tanto, per quanto mi hai detto prima, sulle mie responsabilità sul posto di lavoro. Ci ho pensato anch’io, ma non riesco a decidermi, ci sono due cose che devo dirti, una di questa, non potrei dirtela. Sto pensando di andar via da quel posto e cercarmi qualcos’altro. L’altra, gira voce che forse il titolare vende; sicuramente il nuovo acquirente sarà più disponibile e rispettoso verso di noi.»

«Certo, se le cose le vedi diversamente, ti conviene attendere. Quasi quasi compro io!»

«E tu avresti tutto il contante per quel negozio? Non sarebbe male l’idea. Franco mi dai da pensare, ma se un giorno mi chiederai di sposarti, ti dirò subito sì su due piedi. Mi raccomando, Franco, sulla confidenza che ti ho fatto, che resti tutto tra noi.»

Ci rendiamo conto che tra una parola e l’altra il tempo passa in fretta. Laura mi dice: «Questa pausa è volata in un attimo, devo tornare al lavoro. Lasciami qui, vado da sola, non voglio che ci vedano tornare assieme.»

«Come vuoi…»

«Preferisco, altrimenti mi terranno il broncio per il resto della giornata.»

«Lasciali parlare e pensare ciò che vogliono, se stiamo assieme, perché ci fa piacere, sicuramente vorrebbero trovarsi al tuo posto. Allora ti auguro buon lavoro e buon pomeriggio. Passo a prenderti questa sera…»

«No, stasera sono impegnata, devo andare a fare delle compere per la cena. Franco ricordati che aspetto una tua dichiarazione, se ci tieni a me.»

«Tu Laura mi sorprendi. Poco fa mi hai detto che vuoi sposarmi.»

«Allora mi fai capire che devo essere la tua ragazza.»

«Sì, Laura, oggi mi sento un uomo fortunato, che bello una ragazza mi ha fatto la dichiarazione. Adesso vai in negozio, digli che non stai bene e che vai a casa, questo è un giorno da festeggiare, ce ne stiamo soli soletti, oppure ci divertiamo ad andare a zonzo per il paese.»

«Franco, ti senti poco bene, se mi assento oggi dal lavoro, sappi che nessuno si occuperà delle mie cose, i miei clienti ritorneranno il giorno dopo, per cui lavoro in più che si accumula per me. Se vuoi passa questa sera da me a cena, ciao.»

«Ci sarò.»

Non me lo faccio ripetere due volte.

La cena con Laura

Cosa le posso regalare? In un primo momento mi oriento su della musica. A lei le piace tanto ascoltarla. Ma mi rendo conto che, per una serata importante da festeggiare, ci vorrebbe ben altro. Per cui non devo badare a spese. Le regalo un bellissimo collier e un cd. Entro in un negozio di bigiotteria e dico alla commessa che voglio acquistare un regalo speciale, per una ragazza speciale.

Lei mi fa vedere diverse tante cose, per un attimo ho l’imbarazzo della scelta.

«Se vuole può regalarle una medaglietta, con un segno zodiacale, oppure con il nome della ragazza. Come sì chiama?», mi dice la commessa.

«Laura.»

«Non voglio essere insistente, ma di solito chi porta quel nome è orientato su un collier.»

«Lei, signora, mi ha letto nel pensiero. Sono anch’io orientato su un articolo del genere.»

Me ne mostra tanti e di diversi costi. Poi mi dice: «Se è per un primo incontro, non le consiglio di spendere tanto.»

«Non importa il costo, è una simpatica e romantica ragazza, merita, per cui non voglio badare a spese. Vada per questo collier con un filo di perle.»

«Signore, queste sono perle di acqua dolce, il collier costa tanto.»

«Il costo mi va bene, lo prendo.»

«Attenda un attimo che le faccio un pacchetto regalo.»

Poco dopo mi consegna il pacchetto, dicendomi «tanti auguri».

«Grazie signora, mi auguro che il collier le piaccia.»

«Vada tranquillo, vedrà che farà una bella figura.»

Fuori dal negozio un pensiero mi assale: chissà se le piacerà.

Continuo il mio girovagare con il pensiero del regalo e con il dubbio che non le piaccia, ma un regalo si accetta senza discussione.

Mi reco in un negozio di musica e le compro un cd di Lara Fabian: Adagio. Adesso con questo cd penso di aver fatto centro, se non le piace il collier, apprezzerà la musica.

A sera mi vesto elegante, prendo i regali e porto con me una bottiglia di vino. Al resto penserà lei. Laura è una ragazza fine e mi saprà sorprendere con il suo amore travolgente.

Verso le venti mi reco da Laura, busso alla porta, viene ad aprirmi ed esclama: «Wow, sicuramente lei ha bussato alla porta sbagliata.»

«Laura, non scherziamo, fammi entrare, non possiamo restare sulla porta.»

«Hai ragione, vieni accomodati in sala, è tutto pronto.»

«Dimmi reginetta, cosa mi hai preparato di buono?»

«Tante cose, Franco, resterai stupito. Vedo che non sei venuto a mani vuote.»

«Ti ho portato delle rose, un piccolo pensiero, un cd e un regalo che ti piacerà. Per finire una bottiglia di vino, dobbiamo festeggiare!»

«A cosa festeggiamo?»

«Ma come, hai già dimenticato?»

«Franco, non dimentico così facilmente, ho voluto metterti alla prova. Ricordo che ti ho detto che voglio essere la tua ragazza e chissà, un giorno anche la tua donna per tutta la vita.»

«Laura, non corriamo troppo, una cosa per volta.»

«Hai ragione, Franco, restiamo con i piedi per terra. Prima che ci sediamo a tavola, però, sono curiosa di vedere questo bel regalo.»

Sì appresta ad aprirlo, ma la commessa che l’ha confezionato ha voluto prolungare la sorpresa, avvolgendo la scatola in un’altra scatola e poi ancora una. Laura apre la prima, rimane stupita, speriamo che non sia un scherzo. Poi ne apre ancora un’altra, è la seconda, e infine l’ultima.

Resta senza parole, fissando il regalo, esclama: «Wow! Chissà quanto ti è costato.»

«Cosa importa, Laura, tu meriti molto di più.»

Lei non trova parole, poi mi dice: «Anche la musica mi hai regalato, hai pensato a tutto! Ma questo è il testo che piace a me! Sono sicura che qualcuno ti ha informato sui miei gusti.»

«No, io non conosco nessuno all’infuori di te, le tue amiche me le hai presentate oggi, come facevo a chiedere loro informazioni su di te? Mi sono orientato sulla tua personalità, tu sei una ragazza speciale, quello che ti ho regalato è niente. Cosa dici prima di sederci a tavola, prova a metterti il collier, vediamo se ti dona.»

«Hai ragione, fallo tu, dammi una mano.»

Mentre lo allaccio mi tremano le mani.

«Franco hai paura di toccarmi? Prima o poi lo devi fare, non essere emozionato.»

«Hai ragione, Laura, ho paura di impigliare i capelli nel collier.»

Lei, sì porta davanti allo specchio, rimane senza parole. Le dico: «Sei un incanto.»

«Stai esagerando.»

Viene verso di me abbracciandomi e dicendo: «Questo è soltanto un acconto.»

Quelle parole mi stupiscono e penso: chissà cosa mi aspetta.

«Che ne dici di sederci a tavola?» le dico. «Ho un certo languorino allo stomaco.»

«Certo, ti ho preparato una cena degna di un re.»

Porta a tavola degli stuzzichini e degli antipasti, nel frattempo penso ad aprire la bottiglia di vino, lo verso nei bicchieri.

«Porta bene, facciamo un brindisi.»

«A che cosa?»

«Al nostro incontro e all’amore che è nato tra di noi.»

«Hai ragione, brindiamo sono sicura che porti bene.»

Alziamo i bicchieri e pronunciando la fatidica frase: «Al nostro amore e per tutta la vita.»

Lei di nuovo mi abbraccia e mi sbaciucchia, comincia a prenderci gusto. Restiamo lì a guardarci, l’uno negli occhi dell’altra, i nostri discorsi finiscono lì in quell’istante, mentre lei mi dice: «Non trovi anche tu che stiamo correndo troppo?»

«A tutto questo non so risponderti. Mi rendo conto che un attimo fa era tutto sotto controllo, sai che ti dico mi è passato anche la fame, saranno gli effetti dei tuoi baci. Non mi dire che fanno questo effetto.»

«Non farci caso, questo è solo un inizio.»

«È la seconda volta che lo dici, chissà cosa devo aspettarmi.»

«Ho preparato un piatto unico: fegato alla veneziana.»

«Hai pensato bene, con tutti quegli stuzzichini e i tuoi baci, non ho più tanta fame.»

«Ti prego di mangiare, ho messo tutto l’amore per prepararti questo piatto.»

«Certo che mangio, quello che hai preparato è il mio piatto preferito, è tutto ottimo. Come hai fatto a fare tutto questo?»

«Sapendo che dovevo preparare per te, ho fatto tutto con entusiasmo, amore e un pizzico di fantasia.»

«Ho notato che non hai trascurato niente, persino la candela accesa sul tavolo.»

Iniziamo a cenare, i nostri sguardi sì incontrano, i suoi occhi incontrano i miei, ma spesso mi sorprende che sia io a guardarla. La cosa strana è che sono sguardi lunghi, che lasciano trasparire desiderio.

La cena prosegue, sul tavolo un incrocio di mani, le mie e le sue sì toccano per uno scambio di cose. Qualche sospiro, un sorriso tra di noi e la cena accompagnata da buona musica.

Lei a un certo punto si alza dicendo: «Ho voglia di ascoltare il cd che mi hai regalato. Devo confessarti che questo Adagio di Lara Fabiana lo conosco molto bene, mi fa piangere.»

«Allora non ascoltarlo, ti prego. Devo rendermi conto che tutto quello che sta succedendo tra noi è pura realtà. Ci conviene finire la cena, dopo ci dedichiamo ad altro. È così lunga la notte per trascorrere assieme tanti momenti belli.»

«Hai ragione, manca poco.»

Il pensiero di ascoltare quel cd la porta a distogliere lo sguardo e la vedo più sicura di sé. Ma qualcosa mi sorprende, noto che quando ci guardiamo mi arriva una sensazione strana, come se fosse lì ad aspettare un mio sguardo.

Laura mi prende per mano, pregandomi di rilassarci qualche attimo sul divano.

«Penso dopo a riordinare tutto. Il pensiero di ascoltare quella musica è un tormento», mi dice, «non mi do pace se non lo faccio. Ti dico che in quel testo ci sono parole di significato, frasi che giravano nel mio pensiero: “Non so dove trovarti, non so come cercarti, ma sento la tua voce”. L’avrò ascoltata diverse volte, lo rifarei senza mai stancarmi, ma mi fa piangere. Dimmi tu come hai fatto a capire i miei gusti.»

Rimango un attimo a pensare tra me: ecco perché la chiamano la ragazza dagli occhi tristi.

«Franco, cosa stai pensando? Ti ho fatto una domanda, mi aspetto una risposta.»

«Hai ragione, la risposta è sempre la stessa: a una ragazza romantica e dallo sguardo che dice tutto, è facile capire i suoi desideri.»

«Non ti credo, tu mi dici tutto questo, per darmi conforto. Non dimenticarti che sono la ragazza dagli occhi tristi.»

«È tanto strano, vorrei saperne di più. Sicuramente, ti hanno sorpresa mentre ascoltavi quel brano e ti hanno vista piangere.»

«Non dare troppo peso a questa storia, Franco, sai, questa definizione mi sta a pennello e me la tengo.»

«Anche a me piace, vorrei chiamarti sempre così. Ma dopo creiamo qualcosa diverso dal normale, nella vita devi sapere che ogni giorno stiamo facendo qualcosa per migliorarci.»

Stacco lo sguardo dai suoi occhi, lei si gira e i nostri sguardi nuovamente si incrociano. Tutto questo io lo definisco attrazione. Laura ascolta ciò che dico e condivide con me tutto. Da uno sguardo segue una carezza e si passa a un bacio. Con tutto questo non ci accorgiamo del tempo che passa, che ci importa del tempo, il silenzio parla per noi. Tutto questo mi sembra normale, fino a un certo punto. Ci svegliamo a mattino inoltrato, uno nelle braccia dell’altra.

Laura lancia un grido di spavento.

«Ma cosa è successo?», chiedo io.

«Hai anche il coraggio di chiedermelo? Ti rendi conto che abbiamo dormito tutta la notte sul divano abbracciati?

«E allora? Solo adesso mi sto rendendo conto dell’accaduto. Ma tu Laura non mi hai detto che il nostro amore durerà per tutta la vita?»

«E con questo dove vuoi arrivare?»

«Da nessuna parte, ti voglio far presente, però, che anche se abbiamo dormito abbracciati e abbiamo parlato insieme per delle ore, guardandoci negli occhi, nel corpo e nella psiche, non è successo proprio nulla. A me Laura sorge il dubbio che tu nel cibo abbia messo del sonnifero.»

«Franco le tue sono soltanto insinuazioni, che non hanno alcun senso. Ti rendi conto di ciò che dici? Adesso è tardi, devo andare al lavoro, ti lascio le chiavi, pensa tu a fare ordine. Non passare in negozio, tieni pure le chiavi, me le darai quando puoi.»

Laura, in un attimo, cerca di tirarsi al meglio. Mi dà il bacio della buona giornata e mi dice: «Perché te lo meriti.»

«Ma che colpa ne ho?»

Lei va via di corsa senza voltarsi, fa un cenno con le mani, come volesse dire «non importa».

Rimango lì solo, il pensiero mi attanaglia con l’intento di farmene una ragione, come abbia potuto succedere che mi sia addormentato tra le sue braccia. Possibile che nessuno di noi si sia accorto di qualcosa? Non ci do peso, mi auguro che accada spesso. Cerco di sistemare in casa, ma in ogni mio movimento mi sembra di vedere la sua presenza.

Assicurandomi che tutto sia in ordine mi appresto a chiudere la porta. Mi accorgo che qualcuno mi osserva, nella mia mente gira un unico pensiero, uno strano pensiero: altri pettegoli per Laura.