Wydawca: Ali Ribelli Edizioni Kategoria: Styl życia Język: angielski Rok wydania: 2017

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Opis ebooka La Leggenda di Robert Johnson - Robert Johnson

Robert Johnson è considerato uno dei più grandi artisti blues di tutti i tempi. Tra i suoi brani più famosi ci sono “I Believe I Dust My Broom” e “Sweet Home Chicago”, quest’ultimo uno dei capisaldi della musica blues. Secondo la leggenda, Johnson acquisì il suo straordinario talento musicale siglando un patto con il diavolo. Morì all’età di 27 anni per sospetto avvelenamento, sebbene la verità sulla sua morte resti tutt’oggi un mistero irrisolto... “La Leggenda di Robert Johnson” racchiude l’intera opera del famoso bluesman nelle versioni originali scritte da Johnson.

Opinie o ebooku La Leggenda di Robert Johnson - Robert Johnson

Fragment ebooka La Leggenda di Robert Johnson - Robert Johnson

Collana - Leggende della musica

AliRibelli Edizioni

www.aliribelli.com - redazione@aliribelli.com

La leggenda di

Robert Johnson

Indice

La Leggenda di Robert Johnson

Kind Hearted Woman Blues

I Believe I’ll Dust My Broom

Sweet Home Chicago

Ramblin’ On My Mind

When You Got A Good Friend

Come On In My Kitchen

Terraplane Blues

Phonograph Blues

32-20 Blues

They’re Red Hot

Dead Shrimp Blues

Cross Road Blues

Walking Blues

Last Fair Deal Gone Down

Preachin’ Blues (Up Jumped The Devil)

If I Had Possession Over Judgment Day

Stones In My Passway

I’m A Steady Rollin’ Man

From Four Till Late

Hellhound On My Trail

Little Queen Of Spades

Malted Milk

Drunken Hearted Man

Me And The Devil Blues

Stop Breakin’ Down Blues

Traveling Riverside Blues

Honeymoon Blues

Love In Vain

Milkcow’s Calf Blues

La Leggenda di Robert Johnson

Robert Johnson nacque l’8 maggio 1911 a Hazlehurst, nel Mississippi. Cantante e chitarrista, Johnson è considerato uno dei più grandi artisti blues di tutti i tempi, sebbene questo riconoscimento gli verrà in gran parte riconosciuto dopo la morte.

Durante la sua breve carriera, Johnson viaggiò molto, suonando ovunque poteva. La fama di Johnson si deve alle 29 canzoni che scrisse e registrò a Dallas e San Antonio dal 1936 al 1937. Tra cui “I Believe I Dust My Broom” e “Sweet Home Chicago”, che divenne uno dei capisaldi della musica blues. Le sue canzoni sono state riproposte, per citarne solo alcuni, da Muddy Waters, Elmore James, i Rolling Stones e Eric Clapton.

Ma la grande fama di Johnson è postuma e si deve a una riedizione del suo lavoro negli anni ’60, che gli valse l’attenzione dei musicisti dell’epoca e migliaia di fan. Una successiva raccolta delle sue registrazioni prodotta negli anni ‘90 ha venduto milioni di copie.

Gran parte della vita di Johnson è avvolta nel mistero. Secondo la leggenda, Johnson acquisì il suo straordinario talento musicale siglando un patto con il diavolo. Son House, un famoso musicista blues e contemporaneo di Johnson, sosteneva che Johnsonn era un buon suonatore di armoniche ma un terribile chitarrista. Questo finché Johnson non scomparve per qualche settimana a Clarksdale, nel Mississippi... Sempre secondo la leggenda, Johnson avrebbe portato la sua chitarra all’incrocio tra le highways 49 e 61. È qui che avrebbe siglato un patto con il diavolo, che riaccordò la sua chitarra in cambio della sua anima.

Stranamente, dopo la sua breve permanenza a Clarksdale Johnson tornò forte di una tecnica chitarristica impressionante che gli valse la fama di maestro del blues.

Johnson morì il 16 agosto 1938 ad appena 27 anni, vicino Greenwood nel Mississippi, per cause tutt’ora ignote. Diversi resoconti hanno descritto gli eventi che hanno preceduto la sua morte. Johnson aveva suonato per alcune settimane in una fiera di paese a circa 15 miglia (24 km) da Greenwood. Secondo una teoria, Johnson fu assassinato dal marito geloso di una donna con la quale aveva flirtato. Il musicista blues Sonny Boy Williamson, infatti, dichiarò che Johnson aveva flirtato con una donna sposata durante un ballo. Senza saperlo, questa donna gli avrebbe regalato una bottiglia di whisky avvelenata dal marito. Quando Johnson prese la bottiglia, Williamson gliela strappò di mano ammonendolo a non bere mai da una bottiglia che non aveva visto aprire con i suoi occhi, ma Johnson gli rispose: “Non togliere mai una bottiglia dalla mia mano”. Poco dopo, gli sarebbe stata offerta un’altra bottiglia, anch’essa avvelenata, che Johnson accettò. Si narra che Johnson iniziò a sentirsi male la sera dopo e che fu aiutato a tornare nella sua stanza nelle prime ore del mattino. Nei tre giorni successivi le sue condizioni peggiorarono al punto che diversi testimoni riferirono che Johnson morì vittima di forti dolori e spasmi. Il musicologo Robert “Mack” McCormick giunse ad affermare di aver rintracciato l’uomo che uccise Johnson e di aver ottenuto una sua confessione durante un’intervista. McCormick non rivelò mai il nome dell’uomo.

La sostanza imputabile per l’avvelenamento sarebbe la stricnina, sebbene lo studioso Tom Graves nel suo libro Crossroads: The Life and Afterlife of Blues Legend Robert Johnson